A partire dal 1° gennaio 2026, il panorama delle agevolazioni fiscali per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo subisce una semplificazione drastica ma importante da conoscere. L’unica strada percorribile per ottenere una detrazione IRPEF è quella legata al bonus recupero edilizio (il cosiddetto “bonus casa”), poichè le altre opzioni non sono più utilizzabili o non risultano compatibili.
Ecco cosa cambia nel dettaglio per chi intende investire nelle energie rinnovabili per la propria abitazione.
Addio Superbonus ed Ecobonus: spazio solo al Bonus Casa
Fino al 31 dicembre 2025 era possibile detrarre le spese per il fotovoltaico attraverso il Superbonus, a patto che l’installazione fosse “trainata” da interventi di riqualificazione energetica importante o di miglioramento sismico. Questa opportunità è ormai superata.
Allo stesso tempo, l’Amministrazione finanziaria ha ribadito un principio fondamentale: l’installazione di pannelli fotovoltaici non rientra nell’Ecobonus (dedicato alla riqualificazione energetica e al contenimento dei consumi), in quanto l’energia solare viene classificata come produzione di energia “pulita” e non strettamente come riduzione dei consumi energetici tradizionali (come l’isolamento termico o la sostituzione degli infissi).
Di conseguenza, dal 1° gennaio 2026 l’unico canale d’accesso è il bonus casa, con percentuali di detrazione che variano a seconda dell’anno in cui si affrontano le spese:
- Spese sostenute nel 2026: detrazione al 36% o al 50% (quest’ultima riservata ai titolari di diritti reali di godimento sull’abitazione principale, a determinate condizioni).
- Spese sostenute nel 2027: detrazione al 30% o al 36%.
Le regole fondamentali per accedere all’agevolazione nel 2026 e 2027
Per poter beneficiare correttamente del bonus casa con il fotovoltaico, è necessario rispettare requisiti tecnici e formali ben precisi:
- Assenza di opere edili tradizionali: L’impianto (compresi i sistemi di accumulo) può essere installato anche senza la necessità di eseguire interventi edili pesanti. È sufficiente acquisire la documentazione tecnica del produttore (es. scheda tecnica) che certifichi il risparmio energetico in base alla normativa vigente.
- Destinazione ai bisogni energetici domestici: L’impianto deve servire direttamente l’abitazione per usi domestici, di illuminazione o alimentazione di elettrodomestici.
- Limite di potenza: La potenza massima dell’impianto non deve superare i 20 kW. Impianti di potenza superiore o non posti a servizio dell’abitazione rimangono esclusi da questa agevolazione.
Attenzione al tetto di spesa: il limite unico globale
Un aspetto cruciale da monitorare riguarda il budget massimo di spesa detraibile.
Fino al 31 dicembre 2027, la detrazione IRPEF del bonus casa spetta su un ammontare complessivo massimo di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare.
La particolarità (e la trappola in cui è facile incorrere) risiede nel fatto che il tetto di 96.000 euro è unico e cumulativo per tutti gli interventi di recupero edilizio effettuati sulla stessa unità nello stesso anno.
Un esempio pratico:
Se nel corso del 2026 si effettuano lavori di ristrutturazione generale della casa e, nello stesso anno, si installa un impianto fotovoltaico, la somma di tutte le spese sostenute per questi interventi concorrerà a raggiungere il limite massimo di 96.000 euro complessivi. Non si tratta di bonus sommati o indipendenti, ma di un unico “recinto” di spesa.
Nota bene: Il discorso cambia se gli interventi di ristrutturazione e l’installazione del fotovoltaico vengono eseguiti in anni diversi: in tal caso, il limite massimo di spesa detraibile può “moltiplicarsi”, offrendo margini di risparmio superiori in base alle annualità di competenza.


