Che cos’è l’assegno unico e universale
L’assegno unico e universale è un aiuto economico che lo Stato riconosce alle famiglie con figli a carico.
È stato introdotto con una legge del 2021 per riunire e semplificare le diverse misure di sostegno alle famiglie.
L’assegno:
- viene pagato ogni mese;
- copre il periodo che va da marzo di un anno a febbraio dell’anno successivo;
- l’importo dipende dalla situazione economica della famiglia, misurata tramite l’ISEE.
La domanda può essere presentata all’INPS dal 1° gennaio, mentre i pagamenti partono dal mese di marzo.
Chi ha diritto all’assegno
L’assegno unico spetta a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dal fatto che i genitori lavorino o meno.
In particolare, l’assegno è riconosciuto:
- per ogni figlio minorenne a carico, compresi i figli non ancora nati a partire dal settimo mese di gravidanza;
- per ogni figlio maggiorenne fino a 21 anni, se il figlio:
- frequenta una scuola, un corso di formazione o l’università;
- svolge un tirocinio o un lavoro con un reddito annuo inferiore a 8.000 euro;
- è disoccupato e iscritto ai centri per l’impiego;
- svolge il servizio civile universale;
- per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età;
- per nuclei familiari con figli orfani maggiorenni, se titolari di pensione ai superstiti e con disabilità grave riconosciuta.
Requisiti per chi presenta la domanda
Per ottenere l’assegno, il richiedente deve avere tutti i seguenti requisiti:
- essere cittadino italiano, dell’Unione Europea, oppure cittadino extra-UE con un valido permesso di soggiorno (di durata almeno annuale);
- pagare le imposte sul reddito in Italia;
- vivere e avere la residenza in Italia insieme ai figli per tutta la durata del beneficio;
- aver vissuto in Italia per almeno due anni, anche non consecutivi, oppure avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di almeno sei mesi.
Importo dell’assegno e maggiorazioni
L’importo dell’assegno non è uguale per tutti: varia in base all’ISEE, al numero dei figli e alla loro età.
Sono previste delle maggiorazioni, cioè degli aumenti dell’importo, ad esempio:
- per i figli dal terzo in poi;
- se la madre ha meno di 21 anni;
- per ogni figlio con disabilità (l’importo varia in base all’età e al grado di disabilità);
- se entrambi i genitori lavorano;
- per i figli con meno di un anno di età (aumento del 50%);
- per famiglie con almeno tre figli e con figli tra 1 e 3 anni, se l’ISEE rientra in determinati limiti;
- per famiglie con almeno quattro figli, con una maggiorazione fissa mensile.
Quando decorre l’assegno
La data di inizio del pagamento dipende da quando viene presentata la domanda:
- se la domanda è presentata entro il 30 giugno, l’assegno parte dal mese di marzo;
- se la domanda è presentata dal 1° luglio in poi, l’assegno parte dal mese successivo alla presentazione.
L’importo viene pagato:
- a un solo genitore,
- oppure diviso in parti uguali tra i genitori, se richiesto.
Il secondo genitore può in seguito modificare questa scelta accedendo alla domanda con le proprie credenziali.
Come presentare la domanda
La domanda può essere presentata:
- sul sito INPS, usando SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi;
- tramite il Contact Center INPS;
- rivolgendosi a un Patronato;
- tramite l’app “INPS Mobile”.
Può presentare la domanda:
- uno dei genitori (anche se non convivente con il figlio);
- il figlio maggiorenne per sé stesso;
- un tutore o affidatario, nel caso di minori.
Quando serve una nuova domanda
Non è necessario presentare una nuova domanda se l’assegno è già stato riconosciuto negli anni precedenti e la situazione è rimasta invariata.
È invece necessario presentare una nuova domanda se:
- non si è mai richiesto l’assegno;
- la domanda precedente è stata respinta, revocata o annullata.
Nella domanda vanno indicati tutti i figli per i quali si chiede l’assegno.
In caso di nuove nascite, è possibile aggiungere il figlio anche successivamente.
ISTRUZIONI PER COME PRESENTARE LA DOMANDA
Accesso al servizio INPS
Per presentare la domanda bisogna entrare nel sito dell’INPS e accedere alla sezione
“Sostegni, Sussidi e Indennità”, selezionando il servizio
“Assegno unico e universale per i figli a carico”.
Una volta entrati nel servizio, si accede alla schermata principale dalla quale è possibile:
- presentare una nuova domanda;
- oppure aggiungere un figlio a una domanda già presentata.
Chi presenta la domanda
All’inizio della procedura, il sistema chiede di indicare in quale ruolo si presenta la domanda, ad esempio:
- genitore;
- genitore affidatario;
- tutore del figlio.
In alternativa, sono previsti pulsanti specifici per presentare la domanda come:
- tutore o rappresentante legale del genitore;
- figlio maggiorenne.
Le sezioni della domanda
La domanda è suddivisa in sei parti, che guidano passo dopo passo l’utente:
- dati del figlio (o dei figli);
- maggiorazioni per famiglie numerose;
- dati per il pagamento;
- dichiarazioni di responsabilità;
- riepilogo della domanda;
- invio finale.
Cosa fare in caso di decesso del genitore richiedente
- Se muore uno dei due genitori che avevano presentato la domanda insieme, il sistema INPS trasferisce automaticamente la domanda all’altro genitore.
- Se muoiono entrambi i genitori, oppure l’unico genitore indicato nella domanda, il subentro deve essere fatto manualmente.
In questi casi, la domanda può essere proseguita da:
- un tutore o amministratore di sostegno;
- un genitore affidatario;
- il figlio maggiorenne;
- un genitore non indicato nella domanda precedente;
- il tutore del genitore.
⚠️ Il subentro deve essere richiesto entro un anno dalla data del decesso. Trascorso questo termine, è necessario presentare una nuova domanda.
Sezione 1 – Dati del figlio
In questa parte vanno inseriti i dati dei figli per i quali si chiede l’assegno.
Per ogni figlio si crea una scheda separata, inserendo:
- il codice fiscale;
- se il figlio è fiscalmente a carico;
- l’eventuale disabilità e il relativo grado;
- se il figlio ha tra 18 e 20 anni, la sua situazione scolastica o lavorativa;
- la situazione familiare (genitori conviventi, separati, genitore unico, ecc.);
- il codice fiscale dell’altro genitore o del genitore deceduto;
- come deve essere diviso l’assegno tra i genitori;
- una dichiarazione di responsabilità richiesta dalla legge.
Casi particolari
- Tutore del figlio: vanno indicati i dati del minore tutelato.
- Tutore del genitore: vanno indicati i dati del genitore tutelato e del figlio.
- Figlio maggiorenne: il figlio inserisce i propri dati, quelli dei genitori e dichiara eventuali cambiamenti futuri.
Sezione 2 – Maggiorazioni per famiglie numerose
In questa sezione si possono indicare i figli maggiorenni a carico per i quali non spetta l’assegno, ma che servono a calcolare eventuali aumenti dell’importo legati al numero complessivo dei figli.
Sezione 3 – Dati per il pagamento
Qui si indicano le modalità con cui si vuole ricevere l’assegno.
È possibile:
- usare un metodo di pagamento già registrato dall’INPS;
- oppure inserirne uno nuovo, scegliendo tra:
- conto corrente bancario o postale;
- bonifico presso l’ufficio postale;
- libretto postale;
- conto estero (area SEPA);
- carta prepagata con IBAN.
Il conto o la carta devono essere intestati o cointestati al beneficiario.
I tutori possono indicare un IBAN intestato alla persona tutelata.
Sezione 4 – Dichiarazioni di responsabilità
In questa parte il richiedente dichiara:
- di aver letto l’informativa sulla privacy;
- di avere i requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno richiesti;
- di essere soggetto al pagamento delle imposte in Italia.
Sezioni 5 e 6 – Riepilogo e invio
Prima dell’invio definitivo:
- il sistema mostra un riepilogo di tutti i dati inseriti;
- dopo il controllo, è possibile inviare la domanda;
- una volta inviata, si può scaricare la ricevuta.
Rapporti con altre agevolazioni
L’assegno unico:
- è compatibile con altri aiuti per i figli concessi da Regioni, Province e Comuni;
- non riduce né sostituisce il bonus nido, che resta pienamente utilizzabile.


