A partire dal 1° luglio entrerà in vigore la riforma della previdenza complementare. La principale novità introdotta riguarda l’applicazione del meccanismo del silenzio-assenso per la destinazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) relativo ai lavoratori di nuova assunzione.
Al fine di adempiere ai nuovi obblighi legali e assicurare una corretta gestione amministrativa, sono in fase di ultimazione i modelli ministeriali standardizzati che le aziende avranno il compito di consegnare ai dipendenti. Tali formulari conterranno tutte le indicazioni necessarie alla gestione delle opzioni previdenziali in azienda.
Di seguito si riepilogano i punti chiave del nuovo funzionamento e le tempistiche introdotte dal legislatore:
Finestra temporale di 60 giorni
I lavoratori neo-assunti avranno a disposizione un termine perentorio di 60 giorni dalla data di inizio del rapporto di lavoro per esprimere la propria scelta esplicita in merito alla destinazione delle quote future di TFR.
Opzioni di scelta esplicita
Entro il suddetto termine, il dipendente può esercitare due opzioni speculari:
- Assegnazione alla Previdenza Complementare: devolvere il TFR maturando, in misura totale o parziale (laddove previsto dagli accordi collettivi), al fondo pensione di riferimento, attivando così anche la contestuale contribuzione aziendale.
- Mantenimento in Azienda: scegliere di conservare il TFR in azienda (o presso il Fondo di Tesoreria dell’INPS, ove applicabile). Si specifica che questa seconda decisione potrà essere modificata in qualsiasi momento successivo, consentendo al lavoratore di aderire alla previdenza integrativa in un secondo tempo.
Meccanismo del Silenzio-Assenso (Adesione Automatica)
Qualora il lavoratore non esprima alcuna preferenza entro i 60 giorni, scatterà l’adesione automatica. In caso di inerzia, l’intero TFR maturando e le relative contribuzioni obbligatorie (sia a carico del datore di lavoro che del dipendente) verranno interamente stornati al fondo pensione collettivo di riferimento, con decorrenza dalla data di assunzione.
Personale con precedenti rapporti lavorativi
Una specifica sezione della nuova modulistica regolerà la posizione di coloro che vengono assunti avendo già attiva un’iscrizione alla previdenza complementare. Questi lavoratori dovranno dichiarare la propria situazione per consentire la corretta prosecuzione dei flussi contributivi verso il fondo corretto o, viceversa, ribadire la volontà di mantenere il trattamento in azienda.
L’obiettivo della riforma è stimolare una partecipazione attiva e consapevole alle scelte previdenziali. L’Ufficio Risorse Umane resta a completa disposizione per fornire chiarimenti, approfondimenti e il supporto informativo necessario a valutare al meglio gli impatti e i vantaggi fiscali della previdenza complementare, evitando che l’adesione avvenga per un mero automatismo.


