Approfondiamo il tema degli “Adeguati Assetti”, un concetto che ha smesso di essere una mera raccomandazione tecnica per diventare il pilastro centrale nel rapporto tra Banca e Impresa, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII).
Il quadro normativo: un obbligo per tutti
Le recenti riforme hanno introdotto obblighi stringenti per ogni tipologia di imprenditore:
- Imprenditore Individuale (Art. 3 CCII): deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e agire senza indugio per farvi fronte.
- Società e Imprese Collettive (Art. 2086 c.c.): hanno il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa.
L’obiettivo della norma è garantire la continuità aziendale, imponendo all’imprenditore di dotarsi di strumenti che permettano di intercettare eventuali segnali di squilibrio prima che diventino irreversibili.
L’impatto sul Merito Creditizio
Le banche, nel valutare la concessione di un finanziamento, non si limitano più all’analisi dei bilanci passati (analisi statica), ma devono obbligatoriamente verificare la capacità di rimborso futura (analisi dinamica).
Secondo gli orientamenti dell’Autorità Bancaria Europea (EBA), la presenza di “adeguati assetti” è diventata un parametro di valutazione del rating. In concreto, la banca verifica se l’azienda è in grado di produrre:
- Budget e piani economico-finanziari: proiezioni realistiche che dimostrino la sostenibilità del debito.
- Informazioni contabili tempestive: la capacità di produrre dati aggiornati (non solo a fine anno) per monitorare l’andamento reale rispetto agli obiettivi.
- Governance e procedure: l’esistenza di una struttura che garantisca la gestione ordinaria anche in caso di imprevisti o assenza di figure chiave.
Nota bene: La carenza di questi assetti viene interpretata dagli istituti di credito come un aumento della rischiosità, che può portare alla riduzione degli affidamenti o al diniego di nuovi prestiti.
La Banca come “Sensore” della Crisi
Una delle novità più rilevanti (Art. 25-decies del Codice della Crisi) riguarda l’obbligo informativo delle banche. Qualora un istituto di credito decida di:
- ridurre o revocare gli affidamenti;
- sospendere le linee di credito;
- peggiorare le condizioni contrattuali;
è tenuto a darne notizia anche agli organi di controllo societari (Collegio Sindacale o Revisore). Questo meccanismo serve a far emergere precocemente lo stato di difficoltà, equiparando di fatto le banche ai creditori pubblici qualificati (come INPS e Agenzia delle Entrate) nel ruolo di “segnalatori” della crisi.
Come prepararsi
Navigare “a vista” non è più un’opzione sostenibile. Per tutelare il merito creditizio e adempiere agli obblighi di legge, è necessario che l’impresa:
- formalizzi le procedure interne: chi fa cosa, con quali deleghe e responsabilità.
- implementi sistemi di controllo di gestione: per monitorare flussi di cassa e scostamenti di budget.
- mantenga la contabilità aggiornata: per fornire risposte rapide e precise agli istituti di credito.


